INTRODUZIONE
collaborazione

L’identificazione personale è un tema quantomai attuale che si applica sia al vivente sia al cadavere.

Il primo caso riguarda tutti quei soggetti che vengono in contatto con le autorità, perché sospettati di un reato o perché ritrovati in stato confusionale, con lacune nella memoria o non in grado di dimostrare efficacemente la propria identità.

  • soggetti per lo più stranieri  presenti sul territorio illegalmente, eventualmente già noti alle autorità per pregressi accertamenti, ma con nominativi diversi (alias)
  • soggetti giovani di cui si vuole accertare l’età per verificarne l’imputabilità o il tribunale di competenza.
  • bambini in adozione che necessitano di idoneo inserimento scolare, ecc.
  • soggetti affetti da patologie (Alzheimer, deficit cognitivi o altro) che non sono in grado di ricordare le proprie generalità.

I cadaveri sconosciuti rivestono difficoltà maggiori, soprattutto nel caso di alterazioni quali l’avanzato stato di decomposizione, la carbonizzazione, la macerazione, la mummificazione o un maggior o minor grado di scheletrizzazione.
Sono questi i casi in cui  il solo medico legale non è più sufficiente e diventa determinante la presenza di personale altamente specializzato fra cui l'antropologo forense e l’ odontologo forense.
Se nel caso del cadavere “fresco” il loro intervento è a complementare a quello del medico legale, a seconda delle  necessità specifiche (es. identificazione su base dentale o valutazione di fratture ossee), in tutti gli altri casi, invece, esso dovrebbe essere imprescindibile.

Il medico legale non sempre, infatti, ha un’ esperienza antropologica vasta e completa, così come l’antropologo “classico”, per lo più dedito alle attività museali, non sempre ha un’ampia esperienza su materiale forense e sulla lesività. 
Allo stesso modo all’odontologo clinico o che si occupa di responsabilità professionale deve essere richiesta una comprovata formazione ed esperienza nel campo forense  poichè deve essere in grado di applicare  non solo le conoscenze dell’odontoiatria alla soluzione di casi giudiziari di tipo forense, ma anche competenze antropologiche finalizzate all’identificazione personale e alla stesura di un profilo biologico (specie, origine razziale, sesso, età, statura, ecc.)
La collaborazione pertanto diventa un fattore importante per poter operare sulla scena del crimine in maniera ottimale, professionale e completa.

 
     
 
 
  © Dott.ssa Chantal Milani