ANTROPOLOGIA FORENSE
L’antropologia forense è la disciplina che si occupa dell’analisi di resti parzialmente o totalmente scheletrizzati oppure fortemente alterati da decomposizione, da lunga permanenza in acqua, dal fuoco, ecc.
Il compito dell'antropologo forense è principalmente quello di recuperare in modo corretto e completo i resti, compiere un'analisi approfondita di questi, finalizzata all'identificazione personale e alla valutazione delle lesioni presenti sulle ossa. Il processo identificativo avviene per mezzo della stesura di un profilo biologico, o profilo di identità generica, che verrà poi incrociato con i dati delle persone di cui è stata denunciata la scomparsa o con altre identità presunte già all’attenzione delle Forze dell’Ordine.
In tale percorso, anche un'eventuale esclusione certa di una identità ha grande importanza nel contesto investigativo.

Il profilo biologico (in senso antropologico) consiste nella diagnosi di:

Specie
Ossia stabilire se si tratti di resti umani o animali. Compito apparentemente semplice, ma non scontato qualora ci si trovi davanti a resti frammentati e incompleti. Tale diagnosi generalmente avviene su base morfologia o microscopica, inoltre, spesso, da essa dipende la direzione che prenderà l'indagine.

Origine razziale
E' finalizzata a stabilire a quale dei macrogruppi(caucasico, negroide, mongolide, australoide) appartengano i resti Una delle fonti più utili per questo dipo di diagnosi è il cranio.

Sesso
Diagnosi basata principalmente su caratteristiche scheletriche di bacino e cranio.

Età
La stima del range di età si basa su caratteristiche ed usura di alcune superfici scheletriche o su parametri dentali (territorio dell'odontologo forense) e, in particolare in soggetti giovani, può raggiungere una precisione elevata. (cfr. sezione Odontologia Forense)

Statura
Il range di altezza del soggetto viene stimata sulla base di misurazioni antropometriche delle ossa rinvenute.

Inoltre dall’analisi dei resti è possibile evidenziare eventuali lesioni riferibili al contesto che ha causato la morte oppure patologie o lesioni guarite (es. fratture pregresse) che possano fornire ulteriori elementi utili all’identificazione.(Cfr sezione Persone Scomparse)

Analisi microscopiche, isotopiche o strumentali eseguibili sull’osso possono fornire ulteriori elementi utili alle indagini.
L' epoca della morte , allo stato attuale, è una delle risposte più difficili da fornire se si perdono le informazioni derivanti dal contesto di ritrovamento (per questo il sopralluogo ed un corretto recupero dei resti sono di fondamentale importanza).
Il Carbonio 14, usato abitualmente in archeologia, non fornisce informazioni utili per resti così recenti come quelli di interesse forense. Per mezzo di altre tecniche è però possibile restringere l'intervallo a qualche decina di anni. Tuttavia la ricerca scientifica internazionale è in continuo sviluppo per fornire una sempre maggior precisione.

Ultima, ma non meno importante, è la ricostruzione facciale operata a partire dal cranio sulla base del profilo biologico stilato in precedenza. Tale procedura ha il fine di poter divulgare un identikit della persona che, pur non pretendendo di essere identico ad essa, riprenda alcune caratteristiche dedotte dai resti ossei, potendo così innescare un ricordo nell'osseratore, anche solo in riferimento a qualche dettaglio. Grazie a questo si potranno ottenere utili segnalazioni da convalidare o escludere sulla base di comparazioni dettagliate e/o ulteriori analisi (es. identificazione su base dentale).
 
     
 
 
  © Dott.ssa Chantal Milani